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29 ottobre 2008

England


" La terra dove il mercato e il giudice supremo... " (Peter)




sono vivo e presto daro aggiornamenti.

ps la tastiera inglese non ha gli accenti, un mondo duro...



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permalink | inviato da bo-bo il 29/10/2008 alle 20:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


2 dicembre 2007

Ritorno in Baden-Wutemberg e Centenario del Waldhof

Cosa mi lega a una squadra dal passato glorioso ora relegata in una categoria minore?

                                                               

La landesliga tedesca, divisione regionale dal gioco duro ma di cuore, è simpaticamente detta lega dei contadini. (Lascio ai germanophoni la corretta scrittura.)

In ogni modo in una, ormai lontana, estate del 2005, mi si presenta un’inaspettata possibilità: passare alcuni giorni a Heidelberg con Doinel.

Sono prospettate mete turistiche di primissimo piano quali le tre cattedrali imperiali e la sede centrale della Lidl A Neckarsulm… naturalmente accetto e partecipo all’avventura. Per la prima volta in vita mia lasciavo casa senza compagni di viaggio.

Da questo viaggio in terra germanica, ai confini dell’impero romano*, verrà poi la vocazione ai viaggi esteri e all’Erasmus.

Inoltre feci alcune interessanti conoscenze. Tra cui la squadra di cui sopra e sotto il waldhof Manhiem!

* Magonza segnail confine tra civiltà e barbarie

Tutto questo per dire che tra pochi giorni, se non sorgono problemi tecnici, ritornerò nel Land tedesco per incontrare Doinel* ormai stabile in quella terra. E naturalmente anche un ottimo S. che mi ospiterà a Zurigo ; )

E lasciarvi comprendere che in effetti sono un po’ emozionato…

*che non vedo da almeno un anno…

1 SSV Ulm 1846       +20 35
2 SV Waldhof          +15 35
3 Astoria Walldorf  +17 32
4 SC Freiburg II      +11 32
5 Heidenheim 1846  +16 30
6 TSV Crailsheim    +12 28
7 FC Villingen         +18 27
8 Hoffenheim II        +7 26
9 Großaspach           +8 25
10 FC Norm. Gmünd +1 24
11 SGV Freiberg       +3 18
12 FC Nöttingen      -4 16
13 Bahlinger SC      -16 13
14 VfR Mannheim   -16 12
15 SV Linx               -21 11
16 VfL Kirchheim     -22 11
17 Schwieberdingen -27 10
18 Stuttg. Kickers II  -22 7

forse riusciremo a passare di categoria…




permalink | inviato da bo-bo il 2/12/2007 alle 18:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


26 novembre 2007

Può un uomo ricevere un rimborso da un’azienda pubblica? Estera per giunta?

Un genovese si…

L’antefatto.

L’anno passato avevo come tutti i proprietari di un contratto d’affitto anche un contratto il locale gestore di energia elettrica. In Francia come in Italia si è in una fase di transizione tra il pubblico e il privato, ma l’anno scorso io e il mio coinquilino scegliemmo di restare al pubblico come il precente abitante della case e firmammo con l’Edf un contratto doppio nome ma con addebito sul mio conto corrente (ricordate questi due particolari).

                                         

Svolgimento

L’anno scorre tranquillo e con complicato sistema di rilevamenti intermedi e contro-rilevamente fatti da noi e poi comunicati via internet riusciamo a chiudere a luglio senza aver pagato niente in più.

Alla fine del mese di luglio vado alla sede de l’Edf dove spiego a un simpatico impegato che dal 30.07 in poi avrei lasciato l’appartamento e quindi non spettava più a me pagare eventuali bollette. Rassicuro l’impiegato spiegando che la proprietaria aveva già affittato la casa e quindi che a breve qualcuno avrebbe preso il mio posto.

Colpo di scena

In ottobre salgo a Parigi per passare qualche giorno in città ospite del mio ex-coinquilino e salutare qualcuno in facoltà. Ovviamente passo in banca a chiudere il conto corrente, non era stato possibile farlo prima perché servono almeno 20 giorni senza movimenti bla bla bla… ma scopro un ammanco e il conto in rosso… dramma…mi faccio spegare chi ha prelevato i soldi ed ecco che l’amica Edf ha preso 51,07 euro dal mio conto.

Allarmato e spaventato, appena ripreso dallo shock concludo la chiusura e mi dirigo verso al sede Edf

L’eroica salita.

Balzo sulla 4 cambio a Reaumur Sebastopol salgo sulla 11 e arrivo nell’XI arrondissement.

Precisamente a Saint Maur (qui abitava qualcuno di mia conoscenza...) dove ha sede l’uffico relazioni con il pubblico dell’azienda. Entro nella sala d’attesa come e con lo sguardo di Alessandro dopo aver tagliato il nodo di Gordio chiedo immediatamente di parlare con qualcuno. Mi è indicato un ragazzo seduto ad un tavolo con computer e due poltroncine ecco lo sportello per il pubblico. Chiedo quindi cosa fosse accaduto.

Il dialogo con la Sfinge

Il giovane per nulla turbato e con tranquillità mi spiega che <<nessuno ha rilevato il vostro contratto dell’elettricità e quindi l’azienda ha pensato che voi lo avreste fatto in futuro (ma se vi avevo detto che traslocavo all’estero…)>> ma che appurato l’errore mi avrebbero rimborsato i soldi sul conto corrente ma visto che abitavo all’estero avrebbero optato per un assegno inviato al mio indirizzo italiano tramite posta…

e io << Vabbè, grazie comunque, io vado che ho parcheggiato la De Lorean in doppia fila e devo tornare in dietro nel tempo per avvisarmi, così faccio prima>>

                                                     
Il Responso di Diogene

L’impiegato vedendo l’ironia non troppo velata nel mio sguardo mi rassicura e dice che lo hanno già fatto e nel giro di un mese e mezzo (il successivo conteggio delle bollette) mi avrebbero veramente spedito l’assegno.

Tranquillizzato ringrazio ed esco commentando “ rientrerò in Italia dicendo come funziona bene il sistema pubblico francese “ forse qualcuno ha riso altri hanno intonato la marsigliese, nella mia fantasia sono uscito sulle note aux armes citoyens…

                                          

Epilogo

Oggi è arrivato a casa mia un assegno da 51,07 euro, intestato al mio ex coinquilino, sui computer Edf la doppia intestazione ha messo prima il suo nome poi il mio e di conseguenza ecco che l’assegno porta il suo nome…

P.s. naturalmente ho già ideato un complicato giro posta tra Qui e Parigi per riscuotere l’ingente somma.

A plus




permalink | inviato da bo-bo il 26/11/2007 alle 18:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


20 novembre 2007

È forse giunto il momento che inizi a studiare l'inglese…

                                                                  

                                                                      


Lo scorso anno per la prima volta nella mia vita ho avuto accesso a una lingua straniera che non fosse il mio dialetto regionale parlato da nonni e elementi anziani della famiglia.

Ma sono bastate poche esperienze fuori da Parigi* per comprendere che il linguaggio tanto agognato forse non era così internazionale come io speravo in partenza…

* [Considero qui tutto il territorio fuori dall’Ile de France come estero: popolazioni barbare, incomprensibili e assenza di trasporti pubblici. In più Le monde arriva il giorno dopo, non dico altro...]

In ogni modo il giorno in cui arrivai alla stazione ferroviaria di Rotterdam compresi che mesi e mesi di coniugazioni francesi, congiuntivi inutilizzati ( e talvolta creati apposta per confondere le strutture italiane) si sono rivelati come il re nudo davanti questo:

                        




In un secondo momento, durante il viaggio in Inghilterra, scoprii che tranne me qualche altro italiano nessun altro fosse così ignorante dell’inglese. La goccia che fece traboccare il vaso fu la cena a casa della ragazza inglese che ospitava parte del gruppo, dove Bo-bo riusci a fatica a spiccicare (proprio spiccicare) un paio di parole di saluto e commiato…

(Per fortuna la famiglia del ragazzo che ospitava la parte di gruppo erasmus in cui ero io parlava francese! Ma in effetti ora che ci penso ci eravamo divisi anche per conoscenze linguistiche).

In ogni modo ecco venire al nodo tutti i pettini.. oggi a lezione di Filosofia Teoretica si trovava ospite un docente straniero che ha naturalmente parlato inglese ed io cosa ho capito…? quasi 0…

Ultima prova, nel treno che mi riporta verso la mia banlieu genovese, luogo certamente alieno a ogni cosa che non sia l'italiano, un paio di misteriosi ragazzetti di pelle chiara e capelli rossicci parlavano tra loro l’idioma già citato…

È giunto forse il momento di cedere alla perfida Albione, rigettare lo spirito che mi aveva spinto verso il franco linguaggio di chi vive libero senza re e piegarsi al giogo della sorte che vuole coronata la testa?




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2 novembre 2007

Soireé di gala in Sorbona

                                                        


<<Ho compreso l’ufficialità della serata solo quando levati i cappotti tutti si sono rivelati essere abbigliati con la giacca e la cravatta delle grandi occasioni…. Io no…. 
Io non prevedendo tale situazione avevo un maglione e una giacca molto generica, che pur facendo giovane intellettuale in effetti era anche molto informale.
[non mi dilungo commento sull’abbigliamento delle donne presenti, era una serata di storici le poche presenti naturalmente eleganti hanno diritto ad una medaglia all’onore a priori..].>>

L’ammassamento, si sarebbe detto se fosse stata una manifestazione, si è svolto nel centro di ricerca che ha procurato il viaggio in Russia. Alla spicciolata arrivano docenti e studenti.

Un melange di francesi e stranieri, la percentuale di non-francesi è del 50% quella dei non-parigini del 90%. Questo dato lo riporto così per coloro tra voi che sono amanti della statistica (e ne conosco almeno un paio di stanza in Germania e spazi limitrofi) e vi possono leggere dietro mutamenti sociale, disinteresse dei parigini per la Russia, eccesso di stranieri nelle università francesi, eccesso di ex erasmus, riuscita del programma erasmus, fallimento del programma erasmus etc.etc.

La sala che ci accoglie tutti è quella della presidenza, tra caminetti in marmo e dipinti alla pareti. Riconosco almeno un paio di monarchi francesi e forse un artista della belle epoque (in effetti non riconosco molto, ma mi informerò).

Un discorso ufficiale del rettore dell’ateneo russo, uno del direttore del centro di ricerca e infine il presidente della Sorbonne si lancia in un elogio dei vini presenti sulla tavola qui ho capito: un bianco alsaziano e un rosso a suo dire delicato sempre originario di quelle terre lungamente contese tra Francia e Germania.

Mi accingo quindi in compagnia dello svizzero italiano e di altri a gustare il buffet offerto, assaggiare i vini e dribblare gli storici anziani presenti.

Che dire, a seguire una cena al ristorante georgiano (vicino all’università… perché? mistero). Quindi l’incontro con l’ex coinquilino che mi ospita una birra in zona chatelet e casa, domani si rientra in Italia.

L’indomani

È un ritorno alla realtà, la mattina è spesa nella ricerca di una cartolina speciale che invierò oltre mediterraneo, quindi un pranzo alla mensa di jussieu (ingegneria) con Marco e infine una malinconica attesa dell'autobus sull’Ile de Saint Luis. La fermata è di fronte al garage dell’Ile,unos corcio bellissimo quasi sul ponte a metà del boulevard Enrico IV (Parigi varrà pure una messa) l’autunno parigino e qualche velib che passa.

salut




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24 ottobre 2007

Il treno effettuerà fermata nelle stazioni di Bardonecchia Oulx Modane…

 

<< Il treno effettuerà fermata nelle stazioni di Bardonecchia Oulx Modane…>> quest’ultimo letto piano e non sdrucciolo come Modena ma con un non so che di scorretto e ironico al suo interno…

Un dejà ecouté*… quasi un lacrima…

* ora posso scriverlo con sicurezza senza troppo temere di cadere in grossolani e maccheronicamente italici errori grammaticali.

Bè in parte si, a un anno di distanza e dopo mesi di assenza scritta eccomi nuovamente sul train grande vitesse direzione Paris

Ogni tragedia che si rispetti ben sa il pubblico, sorridente sui gradoni di pietra bianca appena scaldati dal sole, non solo è composta di un numero dato di atti e pause per placare la gola un poco riarsa, ma anche prevede una serie di tragedie anzi meglio dire una trilogia. Queste compongono una storia ricolma di rimandi.

Prima di fare un lungo flashback su quello che è accaduto negli ultimi mesi credo sia più interessante entrare nel vivo della narrazione e introdurre i personaggi che si incontreranno più avanti.

L’azione

Io sono in treno seduto contro il senso di viaggio, batto al computer questo inizio di racconto dopo aver dato l’ultimo assalto al debole castello dei <<segreti di Parigi>> di Augias, non male come si potrebbe pensare, una serie di curiosità ben farcite di aneddoti (che saranno distillati nascostamente in ogni mia conversazione dei prossimi mesi).

Due panini una bottiglia d’acqua e una compote de pomme.

Mentre scrivo sorge in me un oscuro dubbio: il lauto pasto trangugiato contro senso di marcia sarà veramente digeribile come credevo o sobbalzerà in me fini a casa del mio coinquilino (ex coinquilino in effetti). Perché non lo avevo detto ma sarà lui a ospitarmi in quel di Parigi dove casa mia purtroppo non ho più.

Ecco qualche altro protagonista degli ultimi mesi in ordine non proprio preciso:

A. si trova a Neully bou said sobborgo belle di Tunisi, come ha potuto Lei dall’ XIeme finire in terra araba sarà un’altra storia in qualche ricostruzione del passato alla Lost…

I miei soci di città partiti all’estero prima o dopo di si trovano al momento in terre germanofile, chi in Svizzera e chi in Germania ma non troppo distanti uno dall’altro.

A Città il tempo trascorre tranquillo e di questo parlerò al ritorno sul suolo salino che la contraddistingue.

Au revoir

Ps (nota motivazionale)Perché riprendere dopo lungo tempo un blog e in più riproporsi di recuperare strada facendo racconti e impressioni perdute nel corso del tempo? Una strana voglia di raccontare più a se stessi che agli altri quello che accade, fermarsi un attimo ogni un paio di giorni a riflettere o fissare quell’istante che colpisce la mente, come sentire pronunciare quel modane all’italiana, passato mille volte inosservato.




permalink | inviato da bo-bo il 24/10/2007 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


9 giugno 2007

Et in Arcadia Ego...

Dal treno che da Torino porta a Genova in una serata fresca d’inizio estate.

Ascolando la Mome e in vista di un soggiorno di 5 giorni in terra patria*.

 

*patria = Italia, dal confine in poi.

 

<<  Due pastori abbigliati come solo nei dipinti possono vestirsi i pastori avanzano in un sottobosco perfetto di un verde lussureggiante. L’ora calda del meriggio culla una discussione lenta come le ore centrali del giorno. Quando la vista si posa su una lapide, oggetto ignoto nella smeralda Arcadia, un teschio d’uomo accanto l’incisione sulla pietra, la lettura Et in Arcadia Ego >>


                          
 

La vita dello studente si svolge con ritmi alterni da circa 8 – 9 mesi.  Dallo sbarco alla dogana di Staten Island e dal tempo passato nella quarantena dei non parlanti francesi è passata una epopea che si credeva fosse senza fine, o almeno io personalmente ho pensato tale.

Ma in un modo o nell’altro, passati i controlli medici, le accurate verifiche linguistiche e le innumerevoli umiliazioni burocratiche del modus accogliendi francese si entra nel sistema studente straniero à Eramus.

 

La colonia è piacevole proprio per il suo status, nessuno si trova nella madre patria e tutti ma proprio tutti devono iniziare da zero. Quello che farai al primo esame o durante il viaggio-avventura male organizzato lo puoi soltanto grazie alle risorse personali che hai portato con te, alle esperienze acquisite, alle connerie fatte prima di partire alle informazioni apparentemente inutili colte parlando con amici storici.

L’avventura che si crea giorno dopo giorno, discussione compresa dopo discussione compresa meglio, forma amicizie e legami del tutto inattesi. Un perfetto sconosciuto è il tuo numero più usato sul cellulare, uno straniero dalla lingua sassone è colui cui chiederesti aiuto, lo svizzero il cassiere di fiducia del primo viaggio fuori città e una provincia del Piemonte semi nota fino al giorno prima riempie le giornate e le notti in parole e gesti…

 

Ieri la colonia ha visto sconvolto il suo assetto, la partenza di Peter, l’inglese di Cambridge che in un modo o nell’altro io conosco dall’inzio. (vedi qualche post antico)

Prima di lui era partito Sergio ed era stata dura (ma almeno annunciata in vista di una sua durissima sessione di esami in Italia). Ora è veramente lo sconvolgimento dei due pastori che trovano camminando in Arcadia la prima tomba… stupefatti che ciò possa esser accaduto.

Sarà strano ma come un pastore arcadico… al resto u. questa settimana o l’altra sera sulla Senna parlando di isole Shetland, biglietti di 1 Sterlina per Aberdeen (con cambio notturno a Glasgow) sorseggiando una Grafen Walder dal sapore di baguette, mai l’avrei pensato…

 




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4 giugno 2007

Ingenuità elettorali d’oltralpe…

Il primo passaggio non è altro che una ulteriore scoperta di come a volte il popolo francese possa presentare aspetti ingenui e infantili. Come una volta avevo già scritto le elezioni universitarie per eleggere i rappresentanti al Crous (Arsu) si erano svolte nella stranezza più totale: prendi gli 8 foglietti sul tavolo all’interno del seggio (un foglietto per ogni lista, con nome del candidato e simbolo) portali con te nella cabina piega il tuo favorito, mettilo nella busta esci e inseriscilo nell’urna. Gli altri setti li puoi conservare in tasca e li puoi quindi mostrare a chiunque…

 

Io supponevo fosse il sistema utilizzato dalla facoltà per sveltire le elezioni ma… ieri sera la grande sorpresa… il mio coinquilino, il gatto, recentemente ha trovato una ragazza francese questa all’interno di una discussione ci ha raccontato il già citato sistema ma a livello di elezioni presidenziali… e ha aggiunto: - ecco il foglietto di Sarkozy - (segno chiaro che ha votato Segolene). E poi :  - quando sono uscita dal seggio ho visto un sacco di foglietti di Sarkozy quindi pensavo fosse andata bene… -


Svelato quindi l’arcano delle proiezioni perfette, basta rovistare nella spazzatura o domandare a ogni persona che esce il suo foglietto avanzato ed ecco che subito poi calcolare un risultato perfetto… non voglio immaginare gli effetti di applicazione di uno stesso sistema in Vitalia… 




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22 maggio 2007


Alcuni passaggi enciclopedici sul sistema degli esami universitari in Francia

(vanno presi come l'edipo enciclopedico, non hanno valore umoristico ne istruttivo, non vanno memorizzati ne meritano di essere dimenticati, sono come Lettere Persiane: mostrano la stranezza di questo popolo)
 

Il periodo che va dal 10 di maggio al 25 dello stesso mese è conosciuto in Francia come il secondo turno dei parziali; in un paese dove ogni esame è costituito da almeno 2,3 o 4 parti le definizioni di ogni sessione sono nomi inventati che partono dal classico examen e corrono verso l’intertoto… per l’esattezza, se ho ben compreso la spiegazione fattami da una camerade bordoloise, ecco come si svolge il complicato sistema:

 

Ottobre :     Ho scelto i corsi e se trovo l’aula inizio a frequentarli

Novembre : Primo exposé (orale preparato a casa e fatto davanti alla classe con commenti del prof, commenti non necessariamente gentili)

Dicembre : consegna delle dissetration (lavori scritti in una dozzina di pagine, verranno corretti dal prof e riconsegnati a Gennaio)

Gennaio : Consegna delle dissertation, l’argomento è unico per l’intera classe quindi la differenza è solo nella qualità della argomentazione… mai sufficiente e decisamente criticata

Febbraio : prova orale o scritta, dipende dal corso

Marzo : vacanze e primi exposé

Aprile : mese nero degli exposé

Maggio : consegna dissetation 2^ semestre e ultimi exposé

Fine Maggio : fine del corso, ultimissimi exposé e correzione dissertations

Giugno : esame orale o scritto, inverso rispetto al primo semestre…

Risultato 10 crediti…

 

In qualità di erasmus ho saltato alcuni passaggi (non quali e quanti), ma vi assicuro che ha un che di delirante quando tutto questo viene moltiplicato per 5 o 6 esami all’anno, veramente delirante. E per la qualità dei lavori che in alcuni periodi punta in maniera decisa verso il basso e per lo stress di farsi un scritto e un orale a settimana…

 

Inoltre dobbiamo ricordare che l’exposé, mostro atavico dello studente, deve essere un orale con schema: ovvero si deve presentare un argomento in 30 minuti (quasi esatti) proporre una schematizzazione in 9 punti divisi in 3 capitoli (lo schema non è obbligatoriamente in 9x3 ma ci si avvicina in quasi tutti i casa) pena invalidamento dell’orale stesso…

 

Potremmo ancora citare invenzioni particolari come la nota breve (in 3 pagine) o un’altra cosa di cui non ho mai colto il nome ma che si deve fare in 5 pagine…

 

 Io ho terminato ieri pomeriggio la fase dell’intertoto, ora mi attende solo l’orale finale!




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16 maggio 2007

Erasmus engagés, swingmeter e elezioni francesi…

Ovvero Erasmus interessati alla campagna elettorale. Dopo mesi di discorsi, dibattiti interni, pressioni sui pochi non convinti eccoci arrivati alla giornata finale!

 

Nessuno di noi voterà per il presidente francese quindi abbiamo passato la giornata in giro per musei (come ogni prima domenica del mese, sono gratuiti), in questo caso museo Rodin.

 

Dopo statue e foto di rito ci siamo spostati verso Solforino, la metro più vicina alla sede del partito socialista francese (non partito democrati-amichevole francese)!

L’idea dello straniero ingenuo era semplice: aspettiamo i risultati in piazza e gioiamo o ci disperiamo man mano che escono i dati dei seggi sparsi tra Francia e Colonie (si scrive DOM o TOM ma si legge colonie). Una cosa alla america ma in in tardo pomeriggio e con la baguette sotto il braccio!

 

Invece in questo stato dove la libertà è considerata la virtù suprema, dove vedi mia intervista su caterpillar, nessuno vuole dire per chi andrà a votare, all’uscita del seggio elettorale nessuno e sottolineo nessuno mente agli exitpol… ma proprio nessuno, tanto che appena sono usciti i risultati provvisori e le proiezioni * tutto il mondo presente in piazza a guardato lo schermo e in tre secondi a veva già deciso se piangere o gioire…

Brevissimo e un po deludente…

 

*(in Italia ci facciamo un baffo di questi omini dai nomi straniereggianti che indicano cifre danzanti alla Renoir)

 

Delusi dal sistema rapido e fin troppo efficiente ci siamo rifatti apprezzando un oggetto di produzione inglese che il mondo intero dovrebbe invidiare, capace di dare alle elzioni quel non so che di incerto, avventuroso e godibile che non si apprezzava dai tempi di Atene e delle guerre decise a colpi di retorica da un centinaio di cittadini accaldati sotto il sole dell’acropoli…

 

Dopo il consuetudinario richiamo classico o neoclassico ecco…

 il Swing-o-meter di mister Snow

 

 

 

                                                                                      

 

 

Seguire i link per video o wikinformazioni (spero funzionino)

 

http://www.youtube.com/results?search_query=swingometer&search=Search

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Swingometer

 
à binetot!!




permalink | inviato da il 16/5/2007 alle 13:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

sfoglia     dicembre       

 

Sto leggendo
Rampini,(l'ennesimo ma ora attendo il nuovo)
AA.VV, Un fantasy di pessima qualità (fornito da Giacomo)
... lo cedo...
Hugo, quatrevengt-treize
Benni, L'ultima lacrima
Borges, L'Aleph
Layard, Happiness (su consiglio di Peter)

Ho appena letto
Rampini, L'impero di Cindia
Ballard, Il condominio

Ho appena visto
Ratatouille (malvagio)

Facilmente raggiungibile su:

r3mbaud@hotmail.it

il blog

Cafè Bonjourné della gare de Lyon, per la modalità
rileggere qui, 

 





Alla fine i chili erano alemo 6,
adesso è in casa di Thomson
nel sottoscala del palazzo


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